Urne chiuse per le primarie: centrosinistra alla resa dei conti

Urne chiuse per le primarie: centrosinistra alla resa dei conti

Il caos ai seggi non c’è stato. Ha retto la “tregua” siglata ieri tra Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi. E al netto di alcune segnalazioni su irregolarità, in Toscana e a Roma, il comitato Renzi si prepara ad accettare l’esito delle primarie senza discussioni. «Matteo non è nervoso. Monitora la situazione, come sempre. Ricorsi? No, non esistono ricorsi, stasera il centrosinistra avrà il suo candidato premier, che sarà stato eletto», ha detto Nicola Danti, coordinatore del comitato Renzi in Toscana. L’affluenza è in lieve calo, almeno stando al dato parziale delle 17.30, rispetto a domenica scorsa. Hanno votato 3 milioni e 200mila persone. Centocinquantamila in meno rispetto a una settimana fa. Una flessione che per Luigi Berlinguer, presidente dei Garanti, è “fisiologica”. Anzi inferiore alla media: «Alle amministrative il calo medio tra il primo e il secondo turno è del 15%», mentre per il ballottaggio di oggi si parla del 5-7% e non è detto che il dato possa crescere. «In molte città ha piovuto tutto il giorno e gli elettori stanno andando a votare ora». Insomma, tutto nella norma, dicono dal comitato di via Tomacelli. Per Berlinguer, poi, anche le segnalazioni di irregolarità arrivate dal comitato Renzi non sarebbero «rilevanti agli effetti di qualsiasi esito». Ininfluenti. Tuttavia, specie, a Roma ci sono stati moltissimi casi di cittadini che, pur regolarmente registrati, non hanno trovato i loro nomi negli elenchi elettorali. Berlinguer ammette che ci sono stati problemi e pure di aver ricevuto una “fregatura” dalla società specializzata assoldata per “digitalizzare” gli elenchi: «Sono state in parte digitalizzati, ma non tutti. La società alla quale ci eravamo affidati ci ha truffato e l’abbiamo denunciata». «Non sono mica teso, sono bel tranquillo». Pier Luigi Bersani la dice a modo suo, molto emiliano. Ostenta serenità davanti ai cronisti che lo attendono a Piacenza, seggio delle circoscrizione 2, dove ha votato accompagnato dalla moglie Daniela e le due figlie. Stasera, al termine di “questo giorno di festa”, il segretario del Pd sarà a Roma. L’appuntamento è al teatro Capranica, due passi da Montecitorio e dalle sede del comitato Bersani. Per festeggiare, ancora non si può dire. Ma il morale al quartier generale del segretario è alto. E già si preparano le prossime mosse. Anche internazionali. Le prime, in caso di vittoria, da candidato premier del centrosinistra. Anche Dario Franceschini ha gia’ lo sguardo rivolto a domani: «Oggi -dice Dario Franceschini- è solo la prima tappa della campagna elettorale, da domani iniziamo uniti la lunga galoppata per riportare i progressisti alla guida del Paese. Dobbiamo partire da quel che ha fatto Monti, ma con molta più giustizia sociale e molta più equità. Se ci manderanno al governo è quello che faremo». La giornata del ballottaggio è stata densa di fuori programma per Matteo Renzi. Intanto l’orario del voto. A sorpresa è andato al seggio stamattina poco dopo le nove. Poi l’annullamento della partita di calcetto, prevista alle 16. La decisione dopo ricevuto i dati su una flessione dei votanti. «C’è il rischio che votino molte meno persone di una settimana fa», è stato il ragionamento di Renzi che ha preferito seguire da casa l’andamento della giornata in contatto con i suoi al comitato. «Metto non è nervoso, in questo momento è a casa, si sta godendo la sua famiglia, è in contatto con noi e monitora la situazione, come sempre», ha detto Danti ai cronisti. Stamattina su Twitter il sindaco ha scritto di crederci «fino all’ultimo voto. Al seggio un ragazzo mi ha abbracciato: ‘Grazie perché sono tornato a sognare’. Mi ha emozionato». Davanti alle telecamere, Renzi ha anche detto di aver dovuto consolare una ragazza respinta al seggio. «Stava piangendo. Chi vincerà queste primarie, chiunque sia, avrà il compito di recuperare credibilità agli occhi di queste persone».

m.amelia

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