Mer. Lug 17th, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Usa preoccupati per il dopo-Monti: in quali mani finirà l’Italia?

2 min read
Si teme che la delegittimazione politica non consentirà di guidare i processi finanziari globali

Foto: larena.it

di Vincenzo Pascale (da NY City)
Foto: larena.it

Il famoso battito d’ali di farfalla in Giappone che provoca un terremoto in Brianza, sembrava una metafora destinata ad occupare qualche libro illustrato o al massimo una canzone surrealista, invece è diventato di struggente attualità.
Lo scandalo dei subprime in America, non proprio un battito d’ali, ha innescato una crisi economica globale dalla quale si stenta ad uscire. Lo spread greco ed italiano ha innescato una forte preoccupazione sui mercati finanziari di Londra, New York e Tokio. Ma la vera indignazione innescata dalla attuale crisi economica è rivolta alla politica, ai suoi costi ed ai privilegi che essa garantisce. Il tema del funzionamento degli organi elettivi e dei suoi costi è al centro delle agende di ogni fondazione che si occupi di politica, di Think Tank ed anche dei discorsi che si sono succeduti in questi giorni all’Assemblea Generale dell’ONU, forum mondiale della politica. Ormai la politica occidentale rischia di affondare se non alza un argine al tema dilagante della corruzione. I casi italiani della malasanità in Lombardia, delle feste goliardiche dei politici della Regione Lazio hanno fatto il giro del mondo. Gli scandali italiani danneggiano terribilmente la reputazione del Paese. La stessa Europa chiede all’Italia di legiferare sul tema corruzione. Se Monti alla CNN ha dichiarato che al termine del suo mandato farà il Senatore a vita, incarico conferitogli dal Presidente Napolitano, i Paesi occidentali e gli Stati Uniti si chiedono chi sarà a guidare il nostro Paese con una buona parte della classe politica fortemente delegittimata ed incapace di guidare i processi finanziari globali che si intersecano sempre di più con la politica.

6 thoughts on “Usa preoccupati per il dopo-Monti: in quali mani finirà l’Italia?

  1. Pascale, mi scusi: di questi centri finanziari, come mai ne conosce così bene i rituali e la capacità onnivora?
    come fate ad essere così certi che il sig. Monti lavori per il bene dell’Italia.
    proprio stasera parlavo con una persona molto vicina al governo. sanno già che si prospetta un ulteriore aggravamento della crisi e un secondo governo monti con molti dei protagonisti di adesso più qualche politico, per es. d’alema al ministero degli esteri.
    guardi che gli italiani hanno capito molte cose, che non necessariamente riguardano la bravura di monti, considerato, invece, da tanti altri economisti, es. il prof. sabelli (ultima puntata di L’ultima parola) un mediocre economista per non dire di peggio.
    Forse ha ragione Mentana (L’infedele di due settimane fa) ciò che piace di Monti, dopo i nani e le ballerine, è LO STILE, lo ha definito “lo stile monti”, che è in realtà uno stile da prima repubblica che avevamo dimenticato.
    allora la domanda la faccio: dato il disastro economico, e il già previsto, dal governo stesso, perggioramento della situazione (PIL – 2,4%), cosa piace di monti, le sue politiche o il suo stile?

  2. Nel numero di maggio la rivista Foreign Affairs aveva delineato la leadership politica occidentale del XXI secolo. Veniva fuori un profilo di politico tra il tecnico ed il politico: insomma un politico ferrato in economia e capace di parlare agli elettori, convincerli a seguirlo: votandolo. L’attuale presidente del consiglio Mario Monti, pur non avendo nessuna capacita’ di tessere reti e relazioni politico elettorali offre una garanzia non da poco: e’ accreditato presso i maggiori centri della finanza mondiale, ne conosce la dinamica interna, i suoi rituali ed anche la capacita’ onnivora che essa autogenera. Monti ed il suo entourage sono molto consapevoli di queste dinamiche e degli appetiti eonomici che il nostro Paese genera. Siamo un Paese capace di produrre ingenti ricchezze, senza materie prime, con una tassazione elevatissima, con un mercato del lavoro blindato. Agli occhi degli americani questi sono miracoli. Gli stessi americani hanno capito che il freno alla ulteriore crescita e rinovamento del Paese viene dalla politica, dalla sua prassi di cooptazione, dai suoi privilegi, dal suo alto costo. Non solo gli americani, lo hanno capito e da tempo anche gli Italiani.

  3. PS – se in un paese democratico si va alle elezioni e la gente elegge berlusconi, o i fratelli mussulmani… io non gioisco, ma mi tengo ciò che il popolo sovrano ha scelto.

  4. simpatico discutere con te, direttore.
    dunque:
    un paese che non ha più moneta sovrana è un paese non libero, e il potere, quello vero, è nelle mani di chi possiede il nostro debito che da fittizio, come in uno stato a moneta sovrana, è divenuto reale.
    nani, ballerine, tecnici, grandi professori o mentecatti, chiunque metteremo lì sarà ininfluente, poiché non deciderà realmente nulla.
    l’export, guarda caso, funzionava quando potevamo svalutare, e non in un sistema bloccato come quello dell’euro – come accadeva al pesos argentino agganciato al dollaro, guarda caso – quando, cioè, la moneta poteva fluttuare.
    mai nessuno ho sentito riflettere su una cosa: berlusconi non lo ha buttato giù l’opposizione, né gli scandali mignotteschi, né la magistratura, ma ci sono riusciti con l’esplosione dello spread. strano, molto strano. ma in molti, il giorno in cui quello rassegnò le sue dimissioni erano talmente felici che abbassarono la guardia. fummo in pochi che, pur sollevati, dicemmo che bisognava vigilare comunque. e facemmo bene, perché il progetto è ormai chiaro: l’intralcio tra i potentati e il compimento dei loro affari si chiama democrazia. ecco il motivo di tante riforme e le battute, per esempio, sui problemi creati dallo statuto dei lavoratori…
    ci sono centinaia di economisti che continuano a urlare che queste politiche non funzionano, eppure, difronte alla disfatta anche ammessa dal governo attuale – a proposito, pensa se berlusconi avesse detto delle stime in perdita del pil riviste del doppio, cosa sarebbe successo – nessuno prende una sola proposta in considerazione. perché? come mai? sono proprio così stupidi o ottusi?
    evidentemente c’è dell’altro.
    senza moneta sovrana tutti i nostri discorsi sono inutili. è solo fuffa… o materiale distraente.
    le vie sono due: o tornare alla lira o gli stati uniti d’europa veri con una FED europea.
    ecco, un po’ di riflessioni buttate lì…
    grazie.

  5. L’imperialismo economico americano e l’onnivoro controllo dei destini economico-finanziari del mondo occidentale sono stati in molti momenti della storia contemporanea un dato di fatto. In cambio, però, e in momenti decisivi, soprattutto per quanto riguarda l’Italia, quel paese ha “esportato”, caro Alfonso, pre-condizioni per la democrazia e la libertà, e questo è un altro dato di fatto. Questa volta, però, non metterei in relazione le strategie finanziarie degli Usa con le inquietudini newyorkesi sul dopo-Monti. Lo spettro di un governicchio di nanetti arroganti e ballerine dinoccolate è reale perché fa parte del nostro passato recente. Con quella gente non si va da nessuna parte e non ammetterlo è da vili… Gli americani, secondo me, a parte le loro strategie interessate temono la “civiltà dello spettacolo” che per molti anni ha cancellato la nostra politica. Ma questa è solo un’idea…

  6. sono preoccupati gli USA o Goldman Sachs?
    gli Stati Uniti hanno già dovuto ingoiare la “rivolta” dell’argentina, dell’ecuadr, del venezuela, del brasile… la spagna e la grecia sono in subbuglio, l’islanda ha risposto come ha risposto…
    hanno tirato troppo la corda e ora temono il fallimento del loro programma, programma di cui monti è notoriamente l’esecutore.
    ci continuiamo a chiedere, invece, come mai sul sito ufficiale del governo continua a non apparire il CV completo del sig. Mario Monti?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *