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Vacanze di Natale / 1

Vacanze di Natale / 1
di Nicoletta Tancredi

Torelli__Carezza-di-Luna_gNatale a Sorrento!
Altro che crociera sul Nilo. Anzi mi meraviglio che Boldi e De Sica non ci abbiano pensato. Perché il Natale più glamour è proprio lì. Io ci girerei un film. Anche con le bambine, perché no! Penso pensieri leggeri, mentre nella realtà sono tutta concentrata a preparare le valigie.
Scarpette lucide, vestitini eleganti, mollettine abbinate, calze in tinta. E allegramente me ne vado depennando dalla lista, lunga tanto che potrei vedermela con Santa Claus. Quand’ecco che irrompe mio marito! Con lo sguardo, passa velocemente in rassegna i bagagli.
Allora subito gli dico: “Vedi, questo di Sorrento sarà un Natale ricco di amore (mentre lui, lo so, sta contando i colli), ma anche di gran classe! Di una raffinatezza prevalentemente sobria, ma con qualche guizzo di estrosità (sul suo viso leggo un filino di preoccupazione, come a dire “come ce la portiamo tutta questa roba?”) tanto perché risulti più brioso” – chiudo entusiasta.
Ma, come se non avessi parlato, lui comincia a pormi una serie di domande. Cioè la domanda è sempre la stessa “Che c’è qua dentro?”.
Cambia la borsa, borsone, borsetta. E dunque la risposta:
“Qui i nostri vestiti” – dico sicura.
“Qui i vestitini delle bambine” – rispondo sottovoce, non volendo far notare che il trolley delle pupe è grande quanto il nostro.
“Qui i biberon e i succhielli e lo scaldabiberon” – col tono dell’urgente necessità.
“Qui i pannolini e gli asciugamani per le piccole” – con l’aria di chi parla di cose che non può fare altro che subire.
“Qui qualche giochino e … altre cose che non ricordo bene” – frettolosamente e un po’ impacciata.
“E in questa busta?” Mio marito ha il tono fiscale di chi sa già la risposta. E non mi meraviglio affatto, visto che mi sta indicando una comunissima busta di plastica bianca, una di quelle che non lasciano intravedere ma vedere molto chiaramente cosa c’è dentro.
“Qui il vasino di Paola” – dico con espressione innocente.
Silenzio.
800_601“Il vasino di Paola?” – ribatte lui, come se avessi parlato in aramaico.
“Eh beh, certo, avremmo pure prenotato un grand hotel, ma il servizio vasino mica c’è? – ribatto pronta –
Insomma, dovrà essere pure un Natale elegante, di alto livello, ma la bambina da qualche parte la deve fare! Se le scappa, le scappa. Non è che, se siamo in un hotel di prima categoria, non la si fa! E lei, amore, la fa solo nel suo vasino!”
“Già tutte queste valigie, poi pure il vasino? – insiste lui – Dove metteremo tutta questa roba?”
E in effetti la nostra automobile è molto modestamente una Panda. Ma è proprio per questo che ho preparato tanti piccoli bagagli invece che uno grande: sono più facili da sistemare.
Certo, per il nostro Natale fashion, sarebbe meglio arrivare a bordo di una Jaguar o di una Limousine. Magari accompagnati da un autista. Ma tant’è.
E certo se avessimo un’auto più grande potremmo permetterci anche un valigione con spazio abito da sera, spazio stivali e spazio vasino. Sarebbe indubbiamente molto aristocratico. Che poi pure una crociera sul Mar Rosso da Natale a Capodanno sarebbe molto aristocratico o no? Ma soprassediamo!
Abbiamo la nostra pandina e la nostra busta bianca (che ormai diresti celeste, visto che aderisce tanto al vasino azzurro) strettamente annodata come se ci fosse il pericolo che la toilette della mia bambina scappi via da un momento all’altro. Che poi, chi può dirlo, magari questo pezzo di plastica nella realtà è un soggetto pensante e all’idea di andare in hotel, a confronto con ceramiche pregiate, va nel panico.
“Ma non hai un altro contenitore?”
“Un contenitore … certo non sarebbe male se vendessero un vasino con valigetta da viaggio. Oh ma esiste – esplodo con l’aria di Archimede – ricordo di averne visto uno da qualche parte, ma dove? … dovremmo andare a comprarlo. Anzi avrei già dovuto comprarlo. Come ho fatto a non pensarci prima …”
Ma intanto mio marito ha giĂ  caricato la macchina. L’imbarazzante accessorio è nel bagagliaio col passeggino. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore! Si fa per dire…
In questa soleggiata mattina del 24 dicembre, il pensiero corre sovente al nostro arrivo in albergo e mi figuro noi quattro mentre ci avviciniamo alla reception, avanzando nella hall felici ed eleganti nei nostri cappotti, tenendo in mano, ma con disinvoltura, la busta bianco-celeste contenente il vasino, mentre Paola, casomai qualcuno non se ne fosse accorto, lo indica dicendo, con vocina acuta: “la cacca, la cacca!”
Ma sì! – prendo a rincuorarmi – A parte che si tratta di un fatto fisiologico e che i bambini sono bambini, si sa che questi siti internet fanno sembrare le cose sempre meglio di quanto non siano. Quest’albergo indubbiamente non sarà una struttura di infimo ordine, ma non di gran classe, come vogliono far credere. Al massimo di medio livello, con servizio accettabile e vasino ben accolto.
peppa-pig-620-jpg-942592681-3249976Di congettura in congettura, tra una canzone di Peppa pig e l’altra, arriviamo in costiera. Abeti addobbati da tutte le parti. Le persone sorridenti e gioviali si scambiano gli auguri. Le braccia piene di pacchetti regali.
Ma come ho fatto a non pensarci! – sbotto rammaricata – Avrei potuto chiudere il vasino in una bella confezione regalo. Carta oro e fiocco di raso rosso. Una finezza! Allora sì che saremmo sembrati degli elegantoni!
Poi, propongo una soluzione. L’unica possibile. Metto al corrente mio marito, usando un tono riservato, a metà tra Arsenio Lupin e James Bond: arrivati a destinazione, porteremo in camera una valigia, la svuoteremo e con aria disinvolta ritorneremo in auto, per metterci dentro il vasino e portarlo su. Nessuno si accorgerà di nulla.
E poi continuo a pensare che questi siti internet il più delle volte sono ingannevoli. Scrivono che l’albergo è in centro, ad esempio, e invece o ti sposti in auto o non vedi nulla. Bene, questo del vasino lo considereremo presto un inutile cruccio.
Oh benissimo!
Ora che siamo tutti piĂą tranquilli, Sorrento appare oltremodo incantevole. Sorridente e sicura chiedo ad un vigile indicazioni per il nostro hotel.
“Basta seguire le indicazioni per il centro” mi dice gentile.
Beh, allora è in centro centro. Mi stupisco. Il sito internet non diceva proprio baggianate!
Un po’ più avanti, chiedo ad un passante: “scusi, per l’hotel … ?”
hall-bigMa mentre sto per finire la domanda, il mio sguardo si incanta su una struttura da sogno: siamo arrivati!
“Grazie…” faccio al passante, mentre cerco di chiudere la bocca. A questo punto il vasino non mi sembra più un inutile cruccio.
Ma suvvia, abbiamo comunque un piano!
Intanto, mio marito mi fa notare che c’è un divieto di transito. Non vorremo mica beccarci una multa, per questo Natale super-fashion?
Meglio chiedere.
“Vado alla reception” fa mio marito e scende con piglio sicuro. Io intanto resto a guardare l’hotel: alle finestre alberelli bianchi pieni di luci. Le decorazioni, nella loro eleganza, trasmettono calore e accoglienza. Sorrido, contenta della scelta.
Poi, dopo due minuti, arriva mio marito. Il mio piano è fallito.
“Sono molto gentili qui in hotel – dice ridendo – porteranno loro stessi la macchina in garage – e ancora ridendo – e loro stessi porteranno le valigie su in camera! Il servizio facchinaggio è incluso, impossibile dire di no!”
L’avevo detto che sarebbe stato un Natale super-fashion!

Piccole e (in)confutabili veritĂ  di Mummybook

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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