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Valle InForma e vita sana: le nuove sfide della medicina

Valle InForma e vita sana: le nuove sfide della medicina
di Barbara Ruggiero

enzo_capuanoSi chiamano programmi di promozione della salute e mirano a informare i cittadini su uno stile di vita corretto. Sono programmi che costituiscono un’opera di prevenzione e che cozzano con la visione tradizionale del medico a cui si fa ricorso solo in caso di necessità.
«La prevenzione è una carta vincente, anche se si fa con difficoltà» – ci spiega il dottore Vincenzo Capuano (foto), direttore dell’Unità Operativa Complessa di Cardiologia dell’Ospedale “Fucito” di Mercato San Severino, che da tempo si è fatto promotore, assieme ad associazioni operanti sul territorio, di interventi di prevenzione di malattie cardiovascolari per tutte le fasce della popolazione.
Nella giornata di ieri è stato presentato il progetto “Valle Informa”, svolto in collaborazione con il Rotary Salerno Nord Due Principati, che mira ad informare i cittadini sul tema dell’alimentazione e nella lotta all’obesità.
Dottore Capuano, in un certo qual senso cambia anche il ruolo del medico: da figura a cui si ricorre in caso di necessità a professionalità che informa sui rischi e promuove uno stile di vita corretto.
È qualcosa che si dice da tempo ma che si fa con difficoltà. Tutti condividiamo il discorso della prevenzione; in concreto, però, si fa poco perché ci sono risorse scarse. E finisce che ci si rivolge al medico solo per la cura e per la diagnosi. Nella nostra Nazione, purtroppo, non tutto ciò che è buono di fa.
Poche risorse, poca prevenzione: è proprio così?
Quelle che mancano sono le risorse reali. Perché poi è studiato che la prevenzione è la carta vincente anche nel rapporto che si crea tra ciò che si spende e quello che si può ottenere. I nostri ospedali forniscono prestazioni a danno avvenuto; prevenendo le spese della sanità sarebbero sicuramente inferiori…
E allora, se le risorse sono poche, come si fa a sensibilizzare i cittadini?
Si crea una cultura della prevenzione, parlando continuamente delle cose, come stiamo facendo anche in occasione del progetto “Valle InForma”, come abbiamo fatto in occasione del progetto Vip, interessando anche i bambini a questi temi. E la risposta del pubblico è interessante.
A proposito della prevenzione delle malattie cardiovascolari, si parla sempre di “corretto stile di vita”. Vogliamo spiegare in cosa si esplica questo stile di vita corretto?
Non fumare e non assumere altre sostanze, buona alimentazione intesa sia come qualità che come quantità, e attività fisica e aerobica quotidiana. L’attività fisica dovrebbe diventare come l’attività di lavarsi i denti: abitudine. Io faccio sempre un esempio: Nelson Mandela, nel giorno in cui venne liberato, dopo 27 anni di prigionia, si alzò, si lavò e fece attività fisiche. Noi dobbiamo cambiare le nostre abitudini e la nostra cultura. Non è semplice, ma lavorando sui bambini e parlandone tanto possiamo riuscirci.
Quando si parla di alimentazione sana, quelli abituati a mangiare “saporito” storcono un po’ il naso. Siamo soliti pensare che l’alimentazione corretta sia meno gustosa: è un falso mito?
Sì. Con uno stile alimentare corretto si possono conoscere altri sapori. E poi il palato si abitua a determinate cose. Per esempio, chi usa molto sale perde il gusto del cibo e degli alimenti che mangia. Ma è importante precisare, a proposito di alimentazione sana, che conta anche la quantità. Se di alimenti sani mangio una quantità grossa, sarò comunque obeso. La frutta, per esempio, è un alimento eccezionale ma se ne mangio tanta comincerò ad assumere calorie in modo eccessivo. E qui si inserisce il discorso della dieta mediterranea: gli alimenti sani vanno comunque mangiati nella giusta quantità.
Lo stress viene considerato come uno dei principali fattori di rischio cardiovascolari. È così?
Sì, andrebbe gestito nell’ambito di logiche personali, però. Se una persona fa un lavoro stressante non possiamo dirgli di non farlo più, ma di modularlo con buon senso ed equilibrio.

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