Lun. Ago 26th, 2019

I Confronti

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Vallo, in mostra la storia del Cilento

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di Luigi Rossi
di Luigi Rossi

sud-cilento-2012-101Il viaggio, metafora della vita, sogno fantastico a disposizione di tutti, può essere utilizzato per recarsi con l’immaginazione nei luoghi più impensati, ma “non è stato un sogno” per i ragazzi di terza media di San Giorgio a Cremano venuti di recente nel Cilento “per istruirsi e socializzare”. Nei loro componimenti asseriscono che, grazie a questa esperienza, “si può sognare ad occhi aperti non navigando sui social network e visitare posti bellissimi reali al punto che, a volte, sembrano quasi immaginari”. Questi sono alcuni commenti degli elaborati inviati all’agenzia di viaggi che ha organizzato la loro permanenza. Il gruppo di studenti ha “effettuato numerose escursioni, visitando antichi siti archeologici e musei che, magari, non avrebbero visitato con i genitori perché considerate mete scontate e banali, ma, alla fine, sono state proprio queste mete scontate e banali a offrire emozioni indescrivibili, paesaggi mozzafiato e tante scoperte”. L’esperienza ha insegnato loro anche che “La vita è un viaggio fatto di alti e bassi, di difficoltà e prove, che con impegno e determinazione si possono superare”.
La lettura di questi elaborati sollecita un inno di riconoscenza per la scuola che funziona, che informa e forma grazie alla passione di insegnati motivati. Perciò, quello raccontato non è stato un semplice viaggio di terza media organizzato dall’Istituto Troisi grazie alla collaborazione dell’agenzia Corinoti di Vallo, ma una esperienza “intensa e complessa”; ha significato “gioia, allegria, soddisfazione e grande emozione”, viaggio di istruzione di fine anno e “ciliegina sulla torta di tre anni fantastici e sorprendenti”. Bella l’esperienza, ma “ancor più bella è stata la meta: il Cilento. È incredibile come tanta gente venga addirittura dall’estero per vedere le nostre meraviglie italiane, mentre noi magari non sappiamo nemmeno di cosa si tratti solamente perché vicino a dove viviamo. Ed il Cilento è sicuramente un posto pieno di meraviglie: dalla splendida Certosa di Padula alla buonissima mozzarella nel mirto…”!
Mi pare opportuno fare riferimento a questo piacevole documento per parlare della mostra organizzata dalla Banca del Cilento a Vallo della Lucania: un viaggio dalla preistoria al Risorgimento per descrivere i connotati di una civiltà patrimonio dell’Umanità  ,
I padiglioni con reperti e documenti aiutano a fare un percorso di conoscenze, emozioni, riflessioni, gioie estetiche e propositi civili alla ricerca delle ragioni del nostro essere per ritrovare una speranza alla portata di tutti. Comprendere cosa può significare il Cilento nella sua lunghissima storia significa cogliere le caratteristiche di una terra dell’armonia e di sinergie, di rispetto dell’ambiente e di capacità di trarre da limitate risorse il necessario per vivere ed il di più per rendere sapida l’esperienza di relazione di un popolo riconosciutosi nei valori fondamentali dell’esistenza anche quando si è dovuto confrontare con vicende dolorose.
Collocata al centro del Mediterraneo, è stata sempre regione d’incontri fecondi, ma anche di aspri contrasti tra forti prepotenti e deboli tenaci ed alla fine vincenti. Ecco perché è patrimonio dell’umanità, non di quella aggressiva e pretenziosa collocata nella liste dei poteri forti, ma quella della lunga teoria dell’uomo comune il quale, specchiandosi nel proprio io, ha fatto dell’essere in divenire il protagonista di una grande esperienza di civiltà e ancora oggi una grande occasione per riflettere: Velia sarebbe divenuta un faro di civiltà senza la disponibilità degli abitanti della costa cilentana ad accettare profughi fuggiti da una patria divenuta invivibile?
Frutto della determinazione di pochi cirenei malgrado la sostanziale indifferenza delle autorità preposte alla salvaguardia di questo patrimonio unico, la mostra potrebbe costituire un richiamo per turisti, ma anche una occasione per leggere se stessi. Il confronto con i reperti scandisce esperienze nelle quali è ancora possibile riconoscersi, viaggio-itinerario, pellegrinaggio e mappa interiore dell’abbraccio di Ulisse con la sua Itaca.
L’inaugurazione è stata fissata per la domenica del voto per scegliere chi inviare come rappresentante a Bruxelles, coincidenza fortuita che consente di fare una ulteriore riflessione: la possibilità  della scelta è legata al privilegio iniziato quando, secondo il mito, Europa abbandona le ricche esperienze asiatiche condizionate dalla schiavitù per trovare nelle lande di nuove terre la possibilità di sviluppare l’anelito di libertà coniugando il bello col buono. Perciò, impediamo che ritorni nell’immenso continente asiatico; sarebbe una sciagura per tutti e per noi sicuramente l’incapacità di comprendere perché il Cilento è patrimonio dell’umanità.

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