Vendola (Sel): senza De Luca col Pd si riaprirebbero le danze

Il lead di Sel Vendola
Il lead di Sel Vendola

Il leader di Sel, Nichi Vendola, parlando a Caserta, afferma che la coalizione sociale di cui parla Maurizio Landini «sia una necessità perché oggi la società appare o un deserto o una giungla». «C’è bisogno di riorganizzare la democrazia», dice Vendola a Caserta dove ammette di «guardare con molta attenzione e simpatia l’idea che Libera, Emergecy, l’Arci, la Fiom, provino a ricostruire un movimento sociale che rivendica una strada diversa per l’Italia, che non è quella di Renzi che conserva i provilegi del passato».

«Le grandi associazioni che si occupano di diritti umani, ambiente, difesa dei beni comuni – spiega Vendola a margine dei lavori della iniziativa Human Factor, in corso a Caserta – possono rappresentare la ricostruzione di una rete sociale che puo’ aiutare la politica a ritrovare una strada, un orientamento e una bussola».

E invia anche un messaggio ai cosiddetti ribelli del  Pd. «Se la sinistra Pd si accontenta di vivere nello spazio del penultimatum rischia di essere un soggetto incomprensibile al Paese che chiede qui ed ora risposte diverse».

Il presidente della Puglia parla anche della situazione in Campania ed esclude che «Sel possa convergere sulla candidatura di Vincenzo De Luca» candidato alle Regionali in Campania. «Un po’ ovunque – spiega – sotto l’usbergo delle liste civiche rischia di catalizzarsi il ceto dei traghettatori, le seconde e terze fila dei vecchi ras della politica, dei cosentiniani». E questo, per il leader di Sel, «abolisce la speranza concreta del cambiamento e la credibilità di una coalizione che è chiamata non a vincere per vincere ma a vincere per trasformare la regione, per renderla una casa di vetro, ente di programmazione utile alla soluzione dei problemi».

Se Vincenzo De Luca si facesse da parte, per Sel si potrebbero “riaprire le danze” per un confronto con il Pd in Campania, in vista delle regionali. Intanto, dice il leader di Sel «sicuramente lavoriamo per una candidatura alternativa».

Ma, sottolinea Vendola, «vorremmo contribuire ad arrestare la deriva del centrosinistra, vorremmo ostinatamente tentare e ritentare la strada della ricostruzione del profilo e della proposta politico-culturale di un centrosinistra realmente alternativo a tutto ciò che di negativo abbiamo visto nelle dinamiche di potere». Il giudizio su De Luca, spiega Vendola, non «è personale» ma il rischio «è il reclutamento di pezzi di centrodestra nelle liste civiche e il rischio che un De Luca vincente sarebbe inibito all’esercizio del governo».

Per Vendola «bisogna sfondare non cooptare l’anima dell’avversario dentro la coalizione», soprattutto perchè «il modo peggiore per perdere è perdere l’anima». Il Pd, dice il leader di Sel, ha commesso «molti e gravi errori sulla candidatura di De Luca».  Renzi, spiega Vendola, «pensava di poter archiviare la ‘pratica De Luca’ con le primarie che, invece, hanno avuto un esito che oggi rappresenta un motivo di straordinario imbarazzo per quel partito».

«Non si può non percepire un elemento, che è persino inquietante, di gioco d’azzardo nel tentativo di scavalcare la barriere della legge Severino – aggiunge – Ma, soprattutto, non si può non immaginare che, tanto più in una regione come la Campania, il fondamento del centrosinistra non debba essere la lotta al trasformismo e alla degenerazione della politica».

 

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