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“Venite e seguiteci”, vi racconto come stiamo cambiando Scampia

“Venite e seguiteci”, vi racconto come stiamo cambiando Scampia

Qualche anno, fa quando uscì il libro “Ali bruciate-I bambini di Scampia”, insieme a tanti amici che man mano incontravamo nelle nostre chiacchierate e presentazione del libro, ci siamo posti una domanda, suscitata proprio dal libro che indicava una speranza e lo faceva con una certa passione: “Si può raccontare una Scampia, una Napoli, oltre il canone Gomorra?”. Abbiamo risposto, all’unanimità, sì! E come? Annullando le distanze, i pregiudizi. Ci siamo accorti che se si voleva capire questa realtà avremmo dovuto indossare altri tipi di occhiali che non fossero quelli imposti da Gomorra. Non c’è nulla di più vendibile del degrado, ma quello, ci siamo detti, affrontandolo proverai a lavorarci dentro per capirlo e trasformarlo, fuggendo i luoghi comuni. Solo così allora incontrerai dignità, calore e sorrisi. E da queste convinzioni, è iniziato un cammino, con gli amici di Pistoia di Vico Faro, e l’associazione “Un raggio di luce”, che oltre a promuovere e riferire il messaggio di una speranza operante documentata nel libro, si sono fatti promotori della mostra delle mie fotografie sui bambini di Scampia. Questa mostra (vedi foto) sta girando tutta l’Italia anche nelle scuole, tranne che a Napoli. Inoltre, sempre da due anni, oltre alla mostra e il libro, stiamo organizzando vacanze con circa 18 bambini della Vela Celeste. Questi bambini quest’anno prenderanno per la prima volta l’aereo per andare a Torino dal 15 luglio al 22, poi dal 22 al 30 a Vada, provincia di Livorno, al mare.
Da questi incontri è nato un progetto che è partito solo da un mese, si chiama: “Progetto Vela: rendere consapevole”. Rendere consapevole perché i bambini delle Vele ci hanno fatto bene capire che la bellezza, i sentimenti più nobili, i gesti più umani albergano proprio negli ambienti degli ultimi e degli emarginati. Rendere consapevole significa far aprire gli occhi sul senso vero della vita, far capire la realtà della propria grandezza, per una personalità autonoma. Questo sarà il lavoro che ci ritroveremo ad affrontare insieme a tanti nei prossimi mesi. Agli amici che si vorranno aggiungere a noi in questo camino gli diciamo: “Venite e seguiteci”, troverete a Scampia un mare di bene, e la certezza, che il cambiamento e lo sviluppo sono possibili.

Davide Cerullo

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Commenti (15)

  • massimo

    Fai delle cose bellissime, spendere il proprio tempo in questo genere di missioni è meraviglioso. Vuol dire poter spendere il proprio tempo, anche e perchè no quello professionale per il prossimo. Anch’io ho scelto di lavorare nella cooperazione. La mia fissa fu, è e sarà riuscire a dare a questo mio cammino questi passi, questi sentieri, personalmente ne sono lontano, cioè non ritengo ancora di aver fatto quanto sento dentro di fare, il famoso semino che ognuno di noi ha dentro. Mi complimento con te perchè il tuo cammino, i tuoi sentieri sono gli stessi che però io guardo da lontano, e spero un giorno di percorre se Dio me ne darà la forza. Un abbraccio.

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  • Davide

    Il testimone è uno che sa interpretare le esigenze del mondo
    d’oggi, che sa farsi interprete di collettive inquietudini
    sollevando chi la vita gli è precaria, e vive la paura di essere
    colto alla sprovvista e rimanere indietro.

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  • angelo

    Grazie “I Confronti”, vi siete presi una bella responsabilità. Adesso non fermatevi, non fate come tanti che cominciano poi lasciano il lavoro a metà. Fate sapere al potere che le vostre luci sono accese, che ciascuno di noi sarà per questi bambini, che devono crescere e riuscire nella vita, un fascio luminoso di buona umanità. Non lasciate che passino sotto silenzio i problemi reali di questi quartieri, vigilate sempre, non lasciateci al buio dell’indifferenza, della rassegnazione, prendete posizione, e come diceva il mio amico Danilo Kis: E’ meglio trovarsi fra i perseguitati che fra i persecutori. Siate voci e punti di riferimento, raccontate e riferite la verità, metteteci la firma ma anche la faccia, senza mezzi termini, siate l’interpretazione di un sentimento libero che mette nero su bianco per dire quello che si pensa. Diteci con i fatti e con le parole che è possibile vivere da persone libere e oneste, come state facendo. Grazie.

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  • Cristina Simonetti

    Io credo che il sognatore migliori il mondo con la sua pazzia, con il suo vedere le cose ancora nascoste dentro ad un pezzo di marmo che non ha ancora nessuna forma.
    Credo che chi ama i bambini migliori il mondo, perchè chi condivide una vita con loro è un essere umano migliore.
    Caro Amico, grazie perchè non ti limiti a farci indignare, ma ci chiedi di alzare il culo dalle nostre comode sedie, e ci inviti a conoscere Valentina, Ciro, Salvatore, Pietro, Ciccio e tutti gli altri bambini delle Vele.
    Grazie perchè ci spingi a fare la cosa più saggia: visitare le Vele per conoscere le loro famiglie e le loro storie……Forza Scampia….. cri

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  • Tiziana Centomani

    Buongiorno Davide, da ex ragazzina di Scampia accolgo con entusiasmo le tue parole. Vivo in Sardegna da venti anni, e farei volentieri qualcosa per l’associazione. Organizzare una mostra, trovare i fondi per un’accogleinza nell’isola se può servire.

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  • simone brizzi

    Con le sue fotografie, Davide Cerullo ci costringe a entrare in un mondo parallelo al nostro.
    Le fotografie di Davide sono drammaticamente belle, intense, forti, eloquenti eppure essenziali e vere, scarne, prive di sovrapposizioni retoriche e di sottolineature artificiose che cerchino l’effetto. Parlano da sole, con il linguaggio della vita vera, e del suo dolore.

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  • Prestia Patrizia

    Ho incontrato Davide la scorsa estate a Sorrivoli, ma prima di sentire il desiderio di conoscere lui, ho voluto conoscere Alessandro, Chiara, Valentina, Pietro e Nicola, i bambini che aveva portando con se da Scampia.
    Solo così ho potuto apprezzarlo, attraverso gli occhi di questi giovani eroi che mi hanno dato lezioni di vita sulla speranza, sull’entusiasmo e sull’ AMMORE.
    Vivo nella Locride e conosco le difficoltà di chi sceglie di stare al fianco di situazioni che difficili ma ho sulla pelle anche l’entusiasmo, la fiducia, la voglia di sognare il futuro che contraddistingue le persone come Davide.
    Un entusiasmo che ti prende e che davvero ti porta via, che ti fa trovare la forza di rialzarti ogni volta, di continuare il cammino, che ti fa riscoprire vivo negli occhi di chi sta di fronte, che ti accarezza quando sei stanco e pensi di non farcela, che ti fa chiudere gli occhi, la sera, immaginando un futuro bellissimo.
    Sono le storie come quelle di Davide e di questi bambini che dovrebbero farci riflettere, che dovrebbero aiutarci a varcare i nostri limiti, a guardare verso nuovi orizzonti e sognare di avere la fortuna e l’onore di avere questi bimbi compagni del viaggio della nostra vita.
    Ogni anno Libera dedica una giornata alle vittime di tutte le mafie, un elenco infinito di nomi che pesano addosso alle nostre coscienze, perché, proprio come dice Libera: “Loro sono morti perché noi non siamo stati abbastanza vivi”.
    Non ho voglia di finire i miei giorni aspettando il peso di altri nomi, magari il nome di qualche bambino che oggi sta solo aspettando che qualcuno dia voce al suo disagio. Io, come Davide, ho scelto di cercare di essere abbastanza viva.
    Non giriamo mai la faccia davanti alle sofferenze, alle situazioni difficili, a tutto quello che oggi può iniziare a cambiare, magari nascondendoci dietro il pensiero che non possiamo fare niente, che non possiamo cambiare il mondo.
    Forse il mondo non lo possiamo cambiare, ma cerchiamo almeno di fare in modo che il mondo non faccia cambiare noi, che non ci faccia dimenticare che “Esiste n’ammore pazzo che cambia il male in bene!”
    Ciao Davide, lo sai il bene che ti voglio e la consapevolezza che siamo vicini è una delle gioie più grandi. Finchè ci saranno dei bambini vorrà dire che Dio non ha perso la fiducia negli uomini ed io ho fiducia che un giorno saremo in tanti a rivendicare i diritti di chi non ha voce, prestandogli la nostra, diventando un grande coro e costruendo insieme una società ed un mondo dove c’è spazio e vita per tutti.

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  • giulio iuliano

    Davide,
    vorrei chiederti se la Chiesa di Scampia aiuta questi sforzi oppure no. L’impressione che dall’esterno si ricava è che la Chiesa parli troppo e hanno cominciato a fare i protagonisti anche quei sacerdoti che si erano distinti fino a non molto tempo fa per opere di carità discrete e per sostegno fattivo ai bisognosi.
    Potresti rispondermi?
    Grazie
    Giulio

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    • Davide Cerullo

      Caro Giulio, ho conosciuto persone straordinarie e anche qualche prete come, Padre Fabrizio Valetti, che lavora veramente come una Chiesa di strada, che non ha paura di sporcarsi con quella difficile realtà. Padre Valetti lavora proprio nel cuore di Scampia, e sta creando degli spazi di comunicazione e di relazione di crescita straordinaria.
      Poi c’è una chiesa che si accontenta di essere solo la custode di una parola sacra, che sta in sacrestia, che vive una religione ma non praticano la fede, come in tutte le parti del mondo. Il grande lavoro a Scampia lo fanno le associazioni, uomini e donne, che non praticano i salotti televisivi, che non vanno sui giornali, che non hanno la scorta e stanno lì, semplicemente per mettere a disposizione la loro quota di responsabilità. Non sono eroi, sono semplicemente delle grandi persone, come ce ne sono tante a Scampia.

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  • rosarina

    fa piacere poter rivedere alcune delle foto dei bambini di Scampia di Davide. e fa piacere sapere che oltre le parole ci sono i fatti, come il Progetto Vela di cui parla l’articolo. queste azioni sostengono veramente questi bambini e ragazzi nella loro crescita, renderli consapevoli,aprirli alla conoscenza del mondo senza rinnegare le loro origini,ma allargando l’orizzonte e magari riportando a Scampia stessa le loro nuove esperienze,le loro nuove prospettive perchè cresca,con loro,l’intera comunità.per andare oltre Gomorra.complimenti e grazie a tutti quelli che si adoperano in questa direzione e che ne danno voce

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  • giulio invernizzi

    Un grande complimento a Davide che, all’anticamorra delle parole al vento, ha sostituito l’aiuto concreto a una comunità emarginata ma densa di volontà e di voglia di aprirsi al mondo.
    Grazie Davide, mi hai fatto conoscere una Scampia che non sapevo esistesse e non finirò mai di essertene grato.
    Abbiamo bisogno delle opere, non delle chiacchiere. Io mi auguro che, grazie ad iniziative così rilevanti e ad organi di informazione autenticamente liberi come I Confronti, si possa davvero dare vita ad una svolta, ad un nuovo corso della vita delle periferie. Sulle parole hanno lucrato molte generazioni di ladri. Ora basta.
    Io propongo che tutti gli amici de I Confronti diano, con ogni mezzo, una mano a Davide Cerullo. E aspettiamo ancora di leggerlo.

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    • Davide Cerullo

      Un grazie di cuore a Giulio Invernizzi. Da quando mi sono avvicinato con l’occhio dell’obbiettivo, e non solo, ai bambini delle vele, ho capito cosa significa arrivare ad avere un’esigenza comune di libertà. Perché spesso riguardando le foto ho letto negli occhi di questi nostri bambini una sete di bello, di libertà, voglia di essere altro, voglia di normalità. Sembra di vivere in un tempo dove, se non parli di mafie e camorra non esisti. Sembra che sappiamo parlare solo se parliamo di mafie, e ci identifichiamo se facciamo necessariamente parte di qualche schiera antimafia. E se provassimo pure a Re-imparare, rifare la scoperta del mondo, ritrovare la nuda bellezza di ogni cosa? Sembra che si debba vivere solo all’insegna di certe situazioni di degrado, che sicuramente esistono e vanno combattute,ma per fortuna c’è anche altro e questo va sostenuto e rafforzato. Grazie Forza Napoli. Cerullo D.

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