Mer. Lug 24th, 2019

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Vergogna, 5 milioni di poveri. “Subito la patrimoniale in Italia”

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di Isabella Borghese
di Isabella Borghese

povertà-italia-crisi1Pessime notizie riguardo al disagio economico degli italiani provocato dalla recessione. Dal 2007 al 2012 infatti il numero di persone in stato povertà assoluta è raddoppiato, fino a raggiungere oggi i 4,8 milioni. A rilevarlo è l’Istat nella persona di Antonio Golini in audizione al Senato sulla Legge di stabilita’.

Se poi ci soffermiamo sull’ultimo anno va precisato che l’aumento è andato a colpire anche una parte di popolazione che presenta una diffusione del fenomeno più contenuta per il tipo di lavoro svolto e/o grazie al reddito del coniuge.

“Il peggioramento è particolarmente marcato quando la persona a capo della famiglia non e’ occupata – l’allungamento della durata della disoccupazione rende la situazione di chi e’ alla ricerca di lavoro particolarmente critica, – per le famiglie numerose, soprattutto quelle con almeno tre figli, in particolare se minori, e per le famiglie monoparentali”.

A peggiorare è stato anche l’indicatore di grave deprivazione materiale che ha infatti mostrato un deterioramento già nel 2011 e che è poi raddoppiato in due anni.

L’Istat dichiara che “quasi la meta’ dei poveri assoluti (2 milioni 347 mila) risiede nel Mezzogiorno (erano 1 milione 828 mila nel 2011). Di questi oltre un milione (1,058) sono minori (erano 723 mila nel 2011) con un’incidenza salita in un anno dal 7 al 10,3 per cento. La crescita dell’incidenza della poverta’ assoluta va dagli oltre 8 punti percentuali, quando il capofamiglia e’ in cerca di lavoro (dal 15,5 al 23,6 per cento), ai 5,8 punti tra le coppie con tre o piu’ figli (dal 10,4 al 16,2 per cento, con un incremento di oltre 6 punti se i figli sono minori), ai quasi 5 punti percentuali (dal 12,3 al 17,2 per cento) per le famiglie con cinque o piu’ componenti. L’incremento scende a 3 punti percentuali per le famiglie con quattro componenti (dal 5,2 all’8,3 per cento ed a quasi 2 punti (dal 4,7 al 6,6 per cento) per quelle con tre componenti”.

Sul fronte dei consumi si nota parte di questo fenomeno. “Con riferimento alle componenti della domanda, negli ultimi due anni il maggiore contributo recessivo proviene dalla contrazione dei consumi delle famiglie, la cui caduta, iniziata nel primo trimestre del 2011, si e’ accentuata nel corso del 2012 ed e’ proseguita, con un ritmo solo in parte attenuato, nei primi due trimestri del 2013 (con cali congiunturali dell’ordine dello 0,5 per cento nei primi due trimestri”.

Su questo andamento a influire è stato il calo continuo del potere d’acquisto proprio da parte delle famiglie consumatrici, “che nel secondo trimestre – spiega l’istat – si e’ ridotto dello 0,7 per cento rispetto al trimestre precedente, portando a una flessione dell’1,7 per cento se confrontato con lo stesso periodo dell’anno precedente”.

Sono in aumento le famiglie che fanno la spesa presso gli hard discount per i generi alimentari (dal 10,4 per cento del 2011 al 14,4 per cento del 2013); va dall’11,6% del primo semestre 2011 al 15,5% dello stesso periodo del 2013 “la quota delle famiglie che acquista capi di abbigliamento e calzature negli esercizi ambulanti”.

“Ogni giorno – dichiara Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista – un bollettino di guerra: oggi l’Istat ci informa che dal 2007 al 2012 i poveri in Italia sono raddoppiati, sono quasi 5 milioni di persone. È il frutto delle politiche antipopolari fatte dai governi Berlusconi, Monti e ora da Letta. Il governo non ha ancora fatto un piano d’emergenza per rilanciare il lavoro: è una vergogna. Bisogna subito tagliare le spese inutili come la Tav e gli F35, mettere un tetto alle pensioni d’oro e agli stipendi dei manager pubblici, fare una tassa sui grandi patrimoni e con questi soldi fare il piano straordinario per il lavoro e garantire un reddito minimo ai disoccupati”.

(www.controlacrisi.org)

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