Dom. Lug 21st, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Verità e realtà in soffitta. Ma l’uomo no, salviamolo!

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Esiste la realtà? E, ancora: la Verità, con la maiuscola, ha ancora corso presso le nostre sfinite società? Parole grosse e non un colpo di sole. Domande da far tremare i polsi e che stanno impegnando alcuni tra i più rappresentativi filosofi italiani. Dopo la sbornia decostruzionista, che ha svalutato completamente e destituito di senso tali parole e domande, esse, oggi, ritrovano una loro pertinenza anche presso di noi che non siamo filosofi di professione. Infatti, con la decostruzione, in questi anni superando anche Marx e Freud, abbiamo inteso sottoporre a critica radicale ogni cosa, in nome di una definitiva acquisizione di libertà. A farne le spese, soprattutto i concetti di realtà e verità.
di Pasquale De Cristofaro

Esiste la realtà? E, ancora: la Verità, con la maiuscola, ha ancora corso presso le nostre sfinite società? Parole grosse e non un colpo di sole. Domande da far tremare i polsi e che stanno impegnando alcuni tra i più rappresentativi filosofi italiani. Dopo la sbornia decostruzionista, che ha svalutato completamente e destituito di senso tali parole e domande, esse, oggi, ritrovano una loro pertinenza anche presso di noi che non siamo filosofi di professione. Infatti, con la decostruzione, in questi anni superando anche Marx e Freud, abbiamo inteso sottoporre a critica radicale ogni cosa, in nome di una definitiva acquisizione di libertà. A farne le spese, soprattutto i concetti di realtà e verità. Purtroppo, la furia iconoclasta dello smascheramento è giunto a tale livello che non solo ci ha liberato dalle oscurantiste e pericolose “metafisiche” ma, a ben riflettere e paradossalmente, ci ha liberato anche dalla stessa libertà di liberarci. Nella sua variante italiana, anche il “pensiero debole”, infatti, se da una parte ci ha reso più liberi, dall’altra, nei suoi esiti meno prevedibili, ha contribuito a renderci più vulnerabili nei confronti di una politica populistica e narcisista. Sarebbe importante chiedersi se, in questo clima “da rompete le righe”, anche la Giustizia non abbia patito, sottoposta al vaglio della decostruzione, una perdita di senso; e, che tutto questo non abbia rappresentato un definitivo smacco per noi tutti. In nome allora di un consapevole recupero di una “ragione” possibile ed una giustizia, seppure parziale ma credibile, conviene continuare ad operare e agire per “cambiare un mondo” che continua a non piacerci. Pensiamo di cambiarlo, non attraverso vecchi e obsoleti “assoluti” e neppure con ideologie ormai definitivamente tramontate, bensì con piccoli aggiustamenti dettati da una maggiore attenzione agli uomini e alla loro dignità. Ben consapevole della debolezza di tale atteggiamento, non possiamo che continuare a pensare “debolmente” che, nonostante tutto, ciò sia più auspicabile di una cinica indifferenza.

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