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Vi racconto mio padre, fragile uomo d’acciaio col dono della poesia

Vi racconto mio padre, fragile uomo d’acciaio col dono della poesia

Domani ricorre un anno dalla morte del poeta e scrittore Carmine Manzi, che sarà ricordato con varie manifestazioni a Mercato S. Severino, dove l’11 aprile gli sarà intitolata l’aula consiliare del Palazzo Vanvitelliano. Qui di seguito un ricordo del figlio Andrea e, a seguire, la scheda delle due prime manifestazioni organizzate (una si svolgerà domani sera e una seconda l’11 aprile prossimo)

di Andrea Manzi
Carmine Manzi

Carmine Manzi

I poeti parlano più da morti che da vivi. Entrano, alla fine dei loro giorni, in una comunità che riporta la morte nel cuore del presente, secondo l’auspicio del grande Octavio Paz.

A me è accaduto di verificare il prodigio delle parole “semprevive”, programmate cioè per squarciare la solitudine e attivare, quando si va via per sempre, una comunicazione impossibile. Ritengo perciò di essere un privilegiato perché posso rispondere, ad un anno dalla sua scomparsa, alla domanda “Cosa è rimasto di mio padre?”. A me è rimasto tutto, perché le sue parole scritte per “il dopo” mi riconsegnano di quel fragile uomo d’acciaio una testimonianza etica inossidabile. Non era un modello, mio padre, del pater familias invincibile. No, in lui la paternità eroica subiva un’evaporazione lacaniana: e lui, il poeta, con acutezza tragica, sentiva il dolore del tempo senza sbarrargli la strada, per comunicarlo con energica solerzia lirica. In ogni fotogramma della sua vita ci sono un taccuino e una penna ad attivare i racconti e le tappe delle ore che spesso mettono i calzari di piombo, fino agli ultimi giorni quando, sotto le luci gelide della Rianimazione, visse la lotta durissima tra l’esigenza di trasmettere la sua esperienza estrema e quei lenzuoli bianchi che la mente, divenuta intermittente e infida, gli stendeva sulle parole chiare. Era un ascolto continuo, il suo, esercitato dalla trincea di un’infanzia permanente, un candido approccio nella zona più franca e profonda dell’anima. Senza fragilità non si vive la passione del mondo che muta e ingiallisce, né passano i racconti del verde e delle pietre o le voci mute delle albe e dei tramonti che orientano gli sguardi con le gradazioni della luce.

La lontananza dal mondo (spesso però solo apparente) faceva di Carmine Manzi un mistico della poesia, pronto a rintanarsi lì dove si palesava un primato della tecnica per attingere alla sua intelligenza spirituale, lontana dal dogmatismo del potere. Per questo motivo egli fu poeta anche quando lo vollero uomo delle istituzioni, perché visse sempre funzioni e ruoli civici come esercizio di verità e di onestà. Era questa la sua “rivoluzione creatrice”, operata per un nuovo ordine da fondare sulle macerie della contemporaneità.

Dicevo che le sue parole spesso appaiono scritte e programmate per “il dopo”. È vero, pensava sempre alla morte ma non la subiva: era un parametro, una condizione-limite della storia personale, oltre la quale c’era il prolungamento “assoluto” del suo mondo poetico. Non è pertanto forzata la scelta di volere sulla sua tomba un’epigrafe tratta da suoi versi: “…Qui dormono tutti / qui è silenzio profondo: e a contare l’ore / sono io soltanto, / ascoltando con la mano / i battiti del cuore…”.

Una grande emozione mi coglie, dopo quest’anno lungo e brevissimo senza di lui; un’emozione che non mi fa ritrovare le parole per l’impossibile (e grato) colloquio “holderliniano” che vorrei. Alfonso Gatto ci riuscì, per il padre, e scrisse: “… mi basterebbe che tu fossi vivo / un uomo vivo col tuo cuore è un sogno…”. Forse gli endecasillabi più belli della poesia contemporanea. Ed io glieli chiedo a prestito (d’amore).

(dal Corriere del Mezzogiorno del 2 aprile 2013)

Mercato San Severino ricorda il poeta e scrittore Carmine Manzi, presidente dell’Accademia di Paestum, ad un anno dalla scomparsa, con due manifestazioni in suo onore. Sono le prime iniziative in omaggio al letterato che tanto lustro ha dato al paese con la sua intensa attività culturale e con una costante e instancabile opera di promozione culturale, protrattasi per più di 70 anni. Altre iniziative saranno promosse a breve dall’Accademia di Paestum e da sodalizi artistici della Valle dell’Irno per evidenziare il ruolo avuto da Carmine Manzi nella vita del territorio e la sua funzione di stimolo e di proposta, decisiva soprattutto negli anni del dopoguerra e della ricostruzione.
Domani, alle 19, dopo una messa di suffragio nella chiesa del Rosario di S. Angelo di Mercato San Severino, la frazione dove nacque il poeta, officiata dal parroco don Antonio Sorrentino e dall’ex parroco guanelliano di Scampia don Aniello Manganiello, sarà presentato – presso la biblioteca parrocchiale – il libro “Carmine Manzi, le radici dell’anima”, una raccolta antologica delle opere poetiche riguardanti il paese d’origine, tratte da varie pubblicazioni dell’autore, curata filologicamente e commentata dal parroco don Antonio Sorrentino. Si tratta di un lavoro critico che attraversa la vasta produzione del letterato scomparso, avendo come filo conduttore il forte legame dell’autore con i luoghi dell’infanzia.
Del volume, voluto dal parroco e dal sindaco Giovanni Romano, parlerà il professore Alberto Granese dell’Università di Salerno, il cui intervento sarà preceduto da saluti e introduzioni di concittadini ed estimatori dell’autore.
L’11 aprile, invece, presso il Palazzo Vanvitelliano di Mercato San Severino, alle 18, si svolgerà la manifestazione per l’intitolazione dell’aula consiliare del Comune a Carmine Manzi. Il sindaco Giovanni Romano terrà il discorso ufficiale e spiegherà il motivo della decisione dell’Amministrazione comunale di legare il nome dell’aula consiliare a Carmine Manzi, che fu anche sindaco e difensore civico di Mercato San Severino. L’attore e regista Pasquale De Cristofaro leggerà alcuni brani del poeta scomparso e il maestro Costantino Catena, tra i maggiori interpretri di Liszt, terrà un concerto pianistico patrocinato dall’Ept di Salerno.
La manifestazione sarà condotta dal giornalista Franco Esposito, direttore di Telecolore.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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