Il sindaco Biancardi: la camorra non balla con noi

Il sindaco Biancardi: la camorra non balla con noi
di Mario Amelia

La città di Nola si prepara a rinnovare l’antico rito della “Festa dei Gigli”, nelle scorse settimane c’è stato il suo invito agli altri sindaci del nolano a vietare le “ballate dei gigli” non originali, invito disatteso dagli altri primi cittadini. Quale sarà adesso lo sviluppo della festa. Lo abbiamo chiesto al sindaco di Nola, Geremia Biancardi (nella foto).
La Festa dei Gigli è una tradizione tipicamente nolana. Il nostro impegno, come amministratori, è quello di tutelare questa importante identità storico culturale. Nei giorni scorsi ho invitato i miei colleghi sindaci a evitare che si celebrino feste dei gigli nei loro territori. E’ naturale che si tratta di un invito e non di un provvedimento di carattere perentorio e vincolante. Del resto, non potrei mai emettere un provvedimento simile, visto che non rientra nella mia compensa. Alcuni colleghi hanno dato seguito all’invito, altri si sono trovati nell’impossibilità di poter annullare l’evento in programma, perché era già tutto pronto. La mia intenzione è quella di proporre a tutti i comuni dell’area nolana un protocollo d’intesa che vada nel senso di una tutela della millenaria tradizione dei Gigli. L’obiettivo più importante resta però la valorizzazione della Festa stessa che comprenda una sua riqualificazione generale, smussando alcune criticità che si trascinano da tempo per effetto della consuetudine e che oggi sono completamente diatoniche alla realtà che viviamo. Tutto questo deve essere un imperativo categorico anche in ragione della prestigiosa candidatura Unesco che si aggiunge al marchio di “Patrimonio d’Italia” ed all’importante invito ad inaugurare la famosa rassegna internazionale di cinema per ragazzi di Giffoni Valle Piana”

Le “paranze” dei Gigli hanno un ruolo importante nella vita pubblica della città di Nola. Non le sembra eccessivo? Anche in considerazione del fatto che le “paranze” sono talmente influenti da determinare l’elezione o meno di propri rappresentanti nel Consiglio comunale di Nola e quindi la vita amministrativa del Comune?
In ogni realtà esistono momenti ed occasioni di forte aggregazione che alla fine possono, anche indirettamente, trasformarsi in forme fidelizzate di consenso elettorale. L’amministrazione comunale da me guidata si è posta però come obiettivo quello di rendere la Festa man mano completamente libera da ogni tipo di condizionamento di carattere politico. E’ questa una mia ferma convinzione per il bene della città e della tutela della tradizione

In passato non sono mancate influenze camorristiche anche sulla festa dei Gigli di Nola. Nelle ultime settimane abbiamo assistito in altre feste “gemelle” ad episodi inquietanti, come quello di Barra, ed il Comune di Napoli si è spinto addirittura ad un protocollo di intesa per la legalità della festa e a richiedere un’abiura pubblica. Il sindaco di Castellamare, Bobbio, per la festa di San Catello, ha invece ottenuto che la statua non si inchinasse ai boss. Cosa farà lei, cosa farà il Comune di Nola per limitare le infiltrazioni camorristiche?
La domanda rappresenta la giusta occasione per ribadire un concetto che deve essere molto chiaro, visto che in maniera molto semplicistica si fa confusione o peggio ancora strumentalizzazione, senza conoscere bene di cosa si sta parlando. Va chiarito che la Festa dei Gigli di Nola non ha mai avuto episodi conclamati di infiltrazione camorristica. La Festa dei Gigli di Nola ha un tessuto pulito caratterizzato anche da un certo spessore culturale, religioso, storico. Anche il contesto sociale è ben diverso dalle zone a cui lei faceva riferimento nella domanda. La città di Nola è una delle isole felici della provincia di Napoli. Certo anche qui non  mancano i problemi di legalità, ma siamo ben lontani da forme plateali di ostentazione dell’antistato. Del resto, non è un caso che la Festa dei Gigli di Nola e non altre, è stata inserita insieme ai Candelieri di Sassari, alla Macchina di Santa Rosa di Viterbo, la Varia di Palmi, nella rete delle macchine da festa a spalla che concorre al riconoscimento Unesco.

Come giudica l’appello di alcuni vescovi del Sud, lanciato nelle scorse settimane, a fermare le feste religiose nei comuni con una presenza camorristica?
Ritengo che laddove questo tipo di problema sia presente, la Chiesa faccia bene prendere una posizione forte, per evitare che il sentimento religioso si trasformi in una forma aberrante di ossequio nei confronti di personaggi lontani da qualsiasi insegnamento e messaggio evangelico, ma che anzi ne rappresentano l’esatta antitesi. Ma ripeto, non è il caso della Festa dei Gigli di Nola che è animata da una forte e sincera componente religiosa che pervade la gran parte dei cittadini.

Per riscoprire il valore così sacro e alto di una festa come quella dei gigli di Nola, per riaffermare il rito sacro dell’accoglienza a San Paolino e ritornare alla storia di un evento così antico per l’intero Paese, cosa ritiene si debba fare? Quale azione può essere avviata per evitare che la festa dei Gigli sembri più la festa pagana delle paranze che la festa il onore di San Paolino? Non sarebbe il caso di un azzeramento totale per ritornare alla sacralità del rito religioso?
Credo che parlare di azzeramento sia inopportuno, anche perché proprio negli ultimi anni si sono registrati degli importanti passi in avanti. Sia la Chiesa che l’amministrazione comunale hanno messo in campo un impegno attento contro le forme degenerative che pure stanno attecchendo all’interno della millenaria tradizione. In particolare, come amministrazione abbiamo, per esempio, dato seguito a delle sanzioni nei confronti di coloro che dopo un’attenta analisi si sono mostrati responsabili di ritardi ingiustificati che hanno prolungato oltremodo lo svolgimento della kermesse. Abbiamo messo fine all’usanza di imbrattare la città con una serie infinita di striscioni. Stiamo, inoltre, per dare vita alla Fondazione Festa dei Gigli che avrà una propria indipendenza di azione oltre che patrimoniale. Il nuovo soggetto che si occuperà dell’organizzazione della Festa, vede tra i promotori sia il comune che la Chiesa, proprio per potenziarne e riqualificarne sia l’aspetto promozionale – culturale che quello religioso.

Proprio per sottolineare l’importanza di un evento del genere per i cittadini nolani e di tutta la Campania, qual è l’impegno economico del Comune di Nola per questo evento? E quanto costa ai privati realizzare i grandiosi obelischi dei Gigli, sia in termini economici che di fatica materiale e impegno temporale?
L’impegno dell’amministrazione comunale dal punto di vista economico è stato molto importante. Intorno ai 250.000 euro. Quest’anno, complice la grave crisi economica ed i pesanti agli enti locali, l’impegno spesa sarà ridotto a circa 70.000 euro. Una riduzione necessaria visto i tempi ed il mancato aiuto degli enti sovracomunali e di sponsor. Per quanto concerne i maestri di festa, veri protagonisti della kermesse, di norma il loro impegno economico per i festeggiamenti delle macchine da festa, si aggira tra 70.000 -100.000 euro di media. Le risorse come è noto vengono raccolte attraverso la classica questua o in alternativa con forme di autofinanziamento.

 

Di’ la tua: #fermiamoiGigli

 

 

m.amelia

Un pensiero su “Il sindaco Biancardi: la camorra non balla con noi

  1. “Classica questua” e/o forme di “autofinanziamento”. Sono entrambe formule attinenti allo sviluppo della festa dei Gigli. E’ lì che il prete del territorio, don Aniello, credo, volesse “batter-chiodo”. Il Vescovo viene a conoscenza delle cose che il segretario “vuole”; come il Sindaco che ascolta il suo consigliere, e così via via discorrendo. La gente di Nola, che ripudia la violenza, deve da subito avvalorare “l’idea del prete” sostenendolo al punto da evidenziare la loro supremazia al cospetto della “camorra”. Meditate oggi, evitate domani. Saluti.

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