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Via allo sciopero ai depuratori che già non funzionano

Via allo sciopero ai depuratori che già non funzionano

«Entro la fine del mese saranno corrisposte le spettanze dovute ai lavoratori dei grandi impianti di depurazione della ex gestione Hydrogest». Lo assicura l’assessore all’Ambiente della Regione Campania Giovanni Romano che annuncia anche che «non ci saranno più proroghe dell’attuale gestione e saranno completate le procedure per l’affidamento dei lavori necessari alla rifunzionalizzazione degli impianti». «Dal primo ottobre – conferma Romano – partirà la gestione commissariale che durerà giusto il tempo di indire le gare per la realizzazione degli interventi strutturali e per la gestione stessa degli impianti. Ai lavoratori che attendono le loro retribuzioni chiediamo di avere fiducia perché saranno pagati anche per le spettanze arretrate entro la fine di questo mese. L’impegno della Regione è massimo: stiamo lavorando per garantire il miglioramento significativo dei processi depurativi dell’area flegrea e domitia attraverso il Grande progetto Regi Lagni che vale 230 milioni di euro e che prevede la messa a norma dei cinque grandi impianti di depurazione». I dipendenti dei cinque depuratori campani sono da due mesi senza stipendio e per questo motivo da oaggi hanno avviato uno sciopero che coinvolgerà, a mano a mano, tutti i lavoratori degli impianti di Acerra, Cuma, Villa Literno, Marcianise e Orta di Atella. A vivere questa situazione sono 110 operai a Cuma, 42 ad Acerra, 72 a Marcianise, 65 a Napoli Nord, una 70ina a Villa Literno e poco più di una decina presso la griglia di Succivo. Tutti sul piede di guerra contro l’azienda che dal 2006 gestisce i depuratori campani per lo smaltimento delle acque reflue, ma da quasi 4 anni è in liquidazione. E che la situazione era gravissima, dopo le proteste dello scorso luglio, lo hanno scritto a chiare lettere anche i sindacati di categoria. «Non è più possibile tenere a freno un grosso numero di lavoratori che pur lavorando non sono in grado di garantire alle proprie famiglie nemmeno l’essenziale», hanno scritto i segretari provinciali di Fismic, Cgil, Cisl, Uil ed Ugl ai prefetti ed ai questori di Napoli e Caserta. 
Nella lettera, tra l’altro inviata anche al governatore Stefano Caldoro ed al liquidatore della Hydrogest Oreste Cardillo, i sindacati e le Rsu di fabbrica lanciano l’allarme che potrebbe mettere di nuovo in ginocchio le coste flegree e domizie nonché Ischia e Procida già a luglio tormentate dall’emergenza mucillaggine. Gli impianti sarebbero a rischio stop se i lavoratori decidessero di incrociare le braccia. «Gli operai mantengono gli impianti in funzione nonostante siano in stato di agitazione dalla scorso 10 agosto, ma ora la situazione sta precipitando. E’ fuori totalmente dal nostro controllo e temo che da un momento all’altro possa verificarsi un vero e proprio disastro ecologico se le istituzioni non intervengono immediatamente» spiega il segretario provinciale della Fismic Gennaro Croce.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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