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Via i neomelodici dai nostri oratori

Via i neomelodici dai nostri oratori
di Aniello Manganiello *
don Aniello Manganiello

don Aniello Manganiello

A tutto c’è un limite, ma la musica neomelodica negli orari no, quella, per favore, proprio non è possibile proporla. Non si può offrire ai nostri ragazzi quel melange di sottocultura e sentimenti adulterati che sostengono quelle proposte. No, proprio no. Eppure, è sempre più diffusa la penetrazione di queste proposte che diffondono i cattivi sentimenti e forniscono della vita un’idea assolutamente tossica.

Nel periodo estivo siamo inondati di concerti, sagre, feste che hanno luogo nelle piazze e sui litorali della Campania. Un’inondazione di proposte, purtroppo, scadenti nella maggior parte dei casi, che diffondono il cattivo gusto e contrabbandano per messaggi musicali prodotti della sub cultura metropolitana. Parlo in particolare della cosiddetta musica neo melodica napoletana, un genere che non ha nulla a che fare con la celebre canzone partenopea, famosa e seguita in tutto il mondo per i testi, la musica, l’armonia e la poesia. Una canzone che ha cantato il mare, il golfo, l’amore in maniera pulita, i grandi sentimenti, il cielo, il Vesuvio, le più belle località della provincia napoletana. Melodie indimenticabili, che hanno accompagnato intere generazioni, coltivando sentimenti di bellezza, di pacificazione, fratellanza. Ovunque vai, ti cantano o vogliono sentir cantare “’O sole mio” e altri celeberrimi motivi. Anche così Napoli si presenta nel mondo, anzi la canzone napoletana è stata e ancora è uno dei biglietti da visita più prestigiosi della nostra cultura. Ma la neo melodia, no, quella dovete risparmiarcela. È altra musica, si tratta di altro genere di testi, che se definissi “spazzatura” finirei per promuoverlo sul campo. Eppure tale vergognosa espressione di sub cultura si è sviluppata all’interno della temperie musicale, al punto che la canzone neo melodica napoletana, assai diffusa, è urlata e cantata a Napoli praticamente ovunque, nelle piazze e nelle periferie della città partenopea. Purtroppo, da qualche tempo, ha fatto irruzione finanche in qualche oratorio parrocchiale della periferia napoletana, dove per attirare gente e folla, qualcuno ha cominciato a non farsi scrupolo di organizzare concerti con esponenti di questa musica.

Occorre, però, con forza dire no. La neo melodica è una musica che non può essere proposta ai ragazzi che frequentano gli oratori per un sostegno formativo: é povera di contenuto, i temi sono l’esaltazione della camorra, l’adulterio, la violenza, l’amore nel significato più basso del termine, un amore che nasce e si sviluppa in ambienti di sottocultura vicini alla camorra, alimentandosi di falsi miti, pregiudizi, deliranti aspirazioni all’onnipotenza. Anzi la camorra lancia questi pseudo cantanti e li utilizza in concerti di piazza per acquisire consenso in quegli strati di popolazione di periferia che a livello culturale evidenziano gravi carenze e una forma istintiva di comportamenti conflittuali e aggressivi. È una musica che canta le debolezze umane, esaltandole nella tentativo di giustificarle. Ne deriva un prodotto che infastidisce quanti invece nella musica e nei testi cercano un messaggio vero, ricco, propositivo, capace di spingere al bene e all’onestà, alla legalità e al controllo della propria istintività. Quella musica e quei testi così poveri e perversi provocano sofferenza soprattutto quando si osa proporli in un oratorio. È un tradimento della funzione educativa. L’oratorio, ripetiamolo, è il luogo dove si accompagnano i ragazzi per farli diventare bravi cristiani, onesti cittadini e amanti del bello, del vero e del giusto.

 

* fondatore Associazioni Ultimi per la legalità e contro le mafie

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