Lun. Set 16th, 2019

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Villari e Bobbio si contendono l’Autorità portuale di Napoli

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Fallito il tentativo di un unico tavolo di concertazione su una terna unitaria

La data ultima per inviare i nomi dei candidati alla presidenza dell’Autorità portuale di Napoli era fissata per il 4 dicembre, visto Luciano Dassatti, attuale presidente, lascia l’incarico il 4 febbraio. Il tentativo di aspettare che il tavolo di concertazione si esprimesse su una terna unica, un solo documento che contenesse i tre nomi e le firme dei quattro designatari (Comune di Napoli e Castellammare, Provincia, Camera di Commercio) è fallito miseramente, causando anche un notevole ritardo. Il ministro delle Infrastrutture, a causa del ritardo, potrebbe avvalersi delle norma di salvaguardia contenuta nell’articolo 8 della legge 84/94 che attribuisce al ministro stesso la nomina, previa intesa con il presidente della Regione, qualora non pervenga nessun nome entro tre mesi dalla scadenza del mandato del presidente in carica. La prima proposta arrivata a Roma è un’auto candidatura e si tratta di Luigi Bobbio, ex sindaco di Castellammare, Comune entrato a far parte dell’Autorità Portuale di Napoli nel 2006. A quanto pare Bobbio avrebbe designato se stesso prima della decisione formalizzata poi, di lasciare il Comune di Castellammare.
La seconda designazione è quella fatta dal presidente della Provincia, Antonio Pentangelo. La scelta è caduta sul senatore Riccardo Villari, già presidente della Commissione di vigilanza della Rai. Il terzo nome inoltrato arriva dal presidente della Camera di Commercio, Maurizio Maddaloni ed è quello di Domenico Picone, ammiraglio, fino a pochi mesi fa direttore marittimo della Campania. A questo punto manca solo la designazione del sindaco di Napoli. De Magistris punterebbe con decisione su Dario Scalella, manager attualmente al vertice della Napoli Servizi. Tutto rimane però nelle mani del ministro Corrado Passera che, prima ancora di scegliere il nome da sottoporre al governatore Stefano Caldoro, deve esprimersi sull’accoglimento o meno delle proposte arrivate in ritardo. Una volta individuato il nome dovrà sottoporlo al gradimento del governatore prima di inoltrare la definitiva ratifica alle commissioni di Camera e Senato.

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