Dom. Lug 21st, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Vince Grillo: stop interviste politiche a pagamento. E in Campania?

1 min read
Le interviste “pagate” sono da bandire. Il grillino Giovanni Favia, che nei giorni scorsi aveva dato vita a un dibattito nazionale con le sue dichiarazioni, si è convinto e ha recitato il suo mea culpa. In un lungo intervento su Facebook, il grillino ha ammesso, probabilmente “imbeccato” da Beppe Grillo, che non rinnoverà il contratto con 7 Gold. La decisione sarebbe maturata addirittura prima che scoppiassero le polemiche, proprio per la mancata segnalazione all’utente che le interviste erano a pagamento.

Le interviste “pagate” sono da bandire.
Il grillino Giovanni Favia, che nei giorni scorsi aveva dato vita a un dibattito nazionale con le sue dichiarazioni, si è convinto e ha recitato il suo mea culpa. In un lungo intervento su Facebook, il grillino ha ammesso, probabilmente “imbeccato” da Beppe Grillo, che non rinnoverà il contratto con 7 Gold. La decisione sarebbe maturata addirittura prima che scoppiassero le polemiche, proprio per la mancata segnalazione all’utente che le interviste erano a pagamento.
In questi giorni vi sarà un confronto del Movimento Cinque Stelle con i cittadini: “Nei prossimi incontri (ogni sei mesi propongo durante assemblee pubbliche le mie dimissioni) affronteremo il tema comunicazione e fondi del gruppo. Decideremo insieme, io sono a disposizione. Sono solo uno strumento al servizio di una grande moltitudine civica”.
Non è facile ipotizzare come andrà a finire, di certo però vi è il problema della comunicazione pubblica che viene contrabbandata sempre di più per informazione: sono sempre di più le emittenti che, fingendo di rendere una comunicazione di servizio, sono in effetti – dietro lauti compensi – al servizio della pubblicità di politici molto mediocri. Abbiamo segnalato giorni fa il caso-Campania dove politici ai vertici di amministrazioni importanti ottengono spazi e rubriche da emittenti che percepiscono compensi ufficialmente motivati con la prestazione di servizi resi ai telespettatori.
L’Ordine dei Giornalisti della Campania dovrebbe intervenire perché, se non di reati, si tratta di gravissime violazione della deontologia e dell’etica professionali, con commistioni sgradevoli tra pubblicità e spazi informativi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *