Vincere l’odio

Vincere l’odio
di Giuseppe Foscari *
Il professor Giuseppe Foscari
Il professor Giuseppe Foscari

Magari mi sbaglierò, ma non credo che Elio e le Storie Tese possano vincere il Festival di Sanremo e forse, conoscendoli, nemmeno interessa loro che questo accada. Così come non provo alcuna attrazione per questa kermesse tradizionale (infatti il testo di Elio l’ho riascoltato casualmente per radio e mi è piaciuto) che esclude sistematicamente i cantautori che ne avrebbero di buona musica e buoni testi da proporre!

Sempre diverso ma sempre uguale, è il motto dell’italica chanson.

Per Elio, invece, il sempre diverso è una sorta di DNA del suo stile narrativo. Stavolta ha scelto un titolo che mi appare una sorta di contraddizione rispetto ai tempi in cui viviamo. Il suo invito a vincere l’odio è un dirompente appello al rispetto delle diversità, di genere, di tipo geografico, religioso, culturale. Lui, estroso cantautore milanese, snoda alcuni dei sette ritornelli su Napoli (città che ricorre ben cinque volte nel testo) e sulla Calabria, su San Paolo (famoso per la sua conversione sulla strada di Damasco dopo aver perseguitato i cristiani) e sui femminielli.

Vincere l’odio nel tempo storico in cui l’odio, la rabbia, la violenza, il terrorismo, la brutalità, l’aggressività giganteggiano?

Più facile parlare di queste cose che dominano incontrastate, nelle aggregazioni condominiali come nei circuiti del lavoro, sulle strade come nelle istituzioni, nelle relazioni umane come in quelle tra molti popoli, negli stessi eventi sportivi, tutti luoghi in cui le parole d’ordine di questo secolo sono diventate brutalità, risentimento, odio, appunto.

Qui sta la genialità di Elio, che inneggia a tutto ciò che è diverso dall’odio. E il suo messaggio arriva inconsapevolmente nelle ore in cui papa Francesco incontra il patriarca della chiesa ortodossa russa Kirill, dando un colpo di spugna agli storici odi e ai rancori tra le stesse chiese cristiane, ammonendo, col collega russo, sull’importanza dell’incontro, del dialogo civile. Un incontro dall’ampia portata storica che, contraddizione delle contraddizioni, è stato previsto nell’aeroporto della capitale cubana. Come dire, in sostanza, che un dialogo di pace può nascere ovunque, purché ci siano la buona volontà e il reciproco rispetto.

E il messaggio canoro di Elio arriva, in modo altrettanto inconsapevole, nelle ore in cui Simon Perez, vecchio leader socialista israeliano, in controtendenza con la politica pluridecennale del suo paese, dice apertamente che l’incontro pacifico con i palestinesi è cosa possibile, necessaria, e che è urgente eliminare le ragioni del terrorismo, non i terroristi.

Qui sta un punto nodale della politica del mondo nel futuro. Non smetterò mai di ripeterlo. Rimuovere le ragioni del terrorismo e vincere l’odio si può se si entra nel vivo delle questioni sociali ed economiche che continuano a creare società inique, con pochi ricchi che dominano incontrastati e la moltitudine che soffre, si dispera e protesta, nelle forme a lei più congeniali.

Non basta certo una canzone per vincere l’odio, ma la canzone può diventare vettore di buoni propositi e non solo di grigie e melense parole per raccontare amori nati o finiti, storie contorte o passioni sfrenate.

 

* Professore di Storia dell’Europa del Dipartimento di Scienze Politiche, Sociali e della Comunicazione dell’Università di Salerno.

In copertina Elio e le Storie Tese

 

redazioneIconfronti

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