Mani pulite bis per un Monti bis: altre inchieste sui consigli regionali

La parola più usata in questi giorni è “bis”. E’ evidente anche ai meno avvezzi alle questioni giustizialiste: è in atto un tentativo di delegittimare la politica a tutti i livelli, soprattutto dove, nonostante la rilevanza penale dei reati sia inesistente, l’attenzione mediatica è tanta. E allora via alla “moda” delle perquisizioni della Guardia di Finanza nei Consigli regionali italiani – a dire il vero dove facilmente si rintracciano sprechi e spese sproporzionate – oppure delle inchieste della Procura. Dopo Lazio e Campania adesso tocca al Piemonte e all’Emilia Romanga. E’ in corso da questa mattina una operazione della Guardia di Finanza negli uffici torinesi dei gruppi politici del Consiglio Regionale del Piemonte. A quanto si apprende, le Fiamme gialle si sono presentate per ora negli uffici dei gruppi di Pdl e Pd, per acquisire documentazione sui rimborsi spese. E’ di ieri la notizia che la Procura della Repubblica di Torino ha avviato un’indagine conoscitiva proprio su questo tema. I gruppi presenti in Consiglio regionale sono una dozzina. Quest’oggi il consiglio Regionale aveva deciso la diffusione on line dei rimborsi spese dei consiglieri relativi al 2011, ma la pubblicazione potrebbe slittare di qualche ora, a quanto si apprende, per problemi tecnici. E’ stata la polemica innescata da un parlamentare del Pdl, Roberto Rosso, e le successive notizie riportate da vari organi d’informazione a ispirare l’inchiesta della Procura di Torino sulle spese dei gruppi consiliari del Consiglio regionale del Piemonte. La Procura di Torino – secondo quanto si apprende in ambienti investigativi – ha aperto il fascicolo di indagine di propria iniziativa: non ci sono stati esposti, segnalazioni o denunce. Oggi invece la procura di Bologna ha aperto una indagine conoscitiva sull’uso dei fondi ai gruppi in Regione Emilia-Romagna. L’ha spiegato il procuratore capo, Roberto Alfonso, aggiungendo che l’inchiesta, senza titolo di reato, e’ coassegnata ai pm Morena Plazzi e Antonella Scandellari.

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