W la scuola!

W la scuola!
di Nicoletta Tancredi

bimba_latteRiduzione orario per allattamento, fino al compimento del primo anno del bambino.
Che bella legge!
Ne usufruirò.
Certo per poco, visto che Sandra spegne la prima candelina il mese prossimo.
Ma meglio di niente.
Certo, per ragioni che non sto qui a spiegare, si tratta di una riduzione non di cinque ma di sole tre ore a settimana.
Ma vuoi mettere?
Questo è un periodo delicatissimo.
C’è l’inserimento all’asilo di Camilla, le vaccinazioni di Sandra e Camilla, le feste di compleanno degli amichetti di Paola e di Camilla…
È la fase di rodaggio più importante che abbia mai dovuto affrontare. Il varo di una nave deve essere più semplice…
E niente, sono felice che lo Stato riservi questa attenzione alle mamme in carriera!
Ci ho pensato proprio stamattina.
La prima ad alzarsi è stata Camilla. Che mi ha chiesto subito il latte di Heidi, dice lei, in realtà è un latte senza lattosio, per via dell’intolleranza.
E mentre, tutta felice della sua autonomia, faceva colazione, Sandra ha dato la sua voce (“nguèèèèèèèèèèèèèèèèèè”), e lei, sorella affettuosa… puff: nell’esultanza di dire che aveva sentito la voce di Sandra, ha rovesciato il latte a terra e sul seggiolone. Ma ovviamente se l’è rovesciato anche addosso.
Mio marito, in questo preciso istante, si è ricordato che stava facendo tardi… Ed è sceso!
“Nguèèèèèèèèèèèèèèèèèè”.
Charming mother feeding her adorable son in the kitchenIl pianto di Sandra è diventato insopportabile.
Ho asciugato alla meno peggio Camilla, che pure era in lacrime, e le ho dato un’altra tazza di latte.
La prima giaceva sul pavimento.
“Siediti al posto di Paola” le ho detto, mentre sono andata a prendere Sandra. Per la quale, lo dico con orgoglio, mi sentivo molto più pronta, avendo già preparato il biberon.
Le donne si sanno organizzare, non c’è niente da dire.
Sandra si è attaccata vorace alla tettarella.
Camilla d’improvviso, però, ha cambiato espressione.
“Mamma, devo fare cacca-pipì!”
“Vai, a mamma – le ho risposto serena, essendomi anche qui portata avanti – in bagno c’è già pronto il vasino!”
“Ok” fa Camilla e sgattaiola via.
E io mi godo Sandra tra le braccia, che beve il suo lattuccio.
Ma tempo tre secondi e sento ancora la vocina di Camilla.
“Mammaaaaaa, no fatto tempo, pipì cappata a terra!” [Mamma, non ho fatto in tempo, la pipì mi è scappata a terra]. “Veeeeeniiiii” [Vieni!]
Non ho scelta.
pavornocturnus1Stacco Sandra dal biberon. E “nguèèèèèèèèèèèèè” la sua voce si sente per tutto il palazzo.
Intanto anche Paola è in piedi.
“Nguèèèèèèèèèèèèèèèèèè” – mentre la tengo in braccio.
“Paola, non andare nel bagno, c’è sporco!”
“Nguèèèèèèèèèèèèèèèèèè”.
[Niente quando ha fame Sandra non sente ragioni].
“Ma io devo fare la pipì!” – dice Paola.
“Nguèèèèèèèèèèèèèèèèèè”.
[D’altro canto si è vista strappare via il biberon all’improvviso].
“Sì” – rispondo io fingendo serenità.
“Nguèèèèèèèèèèèèèèèèèè”
[Però non è che l’abbia mai lasciata a digiuno. Un po’ di fiducia in 11 mesi dovrebbe averla acquisita!]
Intanto mi affaccio a guardare il pavimento del bagno, immaginandomelo una pozza puzzolente.
“Ah, Camilla, ma poi non è questo gran danno, si tratta di qualche goccia, continua pure nel vasino!”
“Nguèèèèèèèèèèèèèèèèèè”. Sandra è arrivata a fare le contorsioni.
“Paola, anche tu puoi andare a fare la pipì!” – dico con tono pacato, almeno nelle intenzioni.
“Nguèèèèèèèèèèèèèèèèèè”.
Riattacco Sandra al biberon.
Torna il silenzio.
Solo questo ciucciare intorno.
Musica per le mie orecchie.
E, niente, fortuna che lo Stato riservi questa attenzione alle mamme che lavorano! – vado pensando.
vasino.630x420“Mammaaaaaaaaaaaa, fatto cacca, fare bidet!”
Faccio finta di non aver sentito.
Ci sono ancora un’ottantina di ml nel biberon di Sandra.
“Mammmmmmmmmmaaaa, enti?” [Mamma, mi senti?] – fa Camilla con tono insistente.
Mentre in cucina appare Paola, che si tira su le mutandine.
“Hai lavato le mani, Paola?”
“Le lavo domani!” – mi risponde ancora assonnata la bambina.
Certo non posso dirle che l’accompagno io.
Non ora, almeno.
Il latte è quasi finito…
Camilla continua a chiamare.
“Mamma, beni a labare meeee?” [Mamma, vieni a lavarmi?]
E niente, fortuna che lo Stato mette a disposizione queste ore per le mamme che lavorano…
Metto Sandra nel box e vado da Camilla.
“Paola, vieni anche tu, così laviamo le mani!”
Paola mi segue, lenta.
Davvero una gran fortuna avere queste ore a disposizione.
Più ci penso e più me ne convinco.
Fantastico lo Stato italiano! – vado pensando tra e me e me mentre svuoto il vasino e lavo il culetto alla mia dolce secondogenita.
Davvero una gran fortuna.
Domani, però… voglio recuperare!!!
Posso?

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Damocle

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